Il legame tra Santo Stefano di Magra e la Via Francigena risale al 990, quando l’arcivescovo di Canterbury Sigeric lo cita come XXIX tappa del suo viaggio verso Roma. Il borgo, già nel X secolo, era un importante centro di mercato e di transito per pellegrini e mercanti. La sua posizione strategica, tra la Lunigiana e la costa ligure, ne ha fatto nei secoli un nodo viario di rilievo.
Storia della Via Francigena a Santo Stefano Magra
IL LEGAME

EPOCA ROMANA
In epoca romana, la via Aurelia Scauri collegava Roma alla colonia di Luni. Con le invasioni barbariche, le strade consolari caddero in disuso e si sviluppò una rete di percorsi minori che, nel Medioevo, diede origine alla Francigena. Intorno all’anno Mille, la ripresa dei commerci e dei pellegrinaggi portò alla definizione di un tracciato preferenziale, acciottolato e riconosciuto come via di comunicazione europea.
TESTIMONIANZE
Le testimonianze dei viaggiatori, come Sigeric, l’abate islandese Nikulas di Munkathvera e l’abate di Guny, confermano il ruolo centrale di Santo Stefano lungo il cammino verso Roma, Gerusalemme e Santiago di Compostela. Il borgo, citato da Federico Barbarossa nel 1185 come “burgum cum mercatu”, era noto per la qualità dei suoi prodotti e per la vivacità del suo mercato.

VOCAZIONE ALL’ACCOGLIENZA
La Via Francigena attraversava il centro storico, entrando dalla Porta Nord (ancora visibile) e snodandosi lungo il “borgo dritto” (oggi Via Mazzini), dove si affacciavano le case e le botteghe. La vocazione all’accoglienza è testimoniata dalla presenza di due ospitali: l’Ospizio della Confraternita di San Leonardo, presso la Porta Nord, e l’Ospitaletto di Scognavarano, situato in un punto di bivio tra Sarzana, Vezzano e Santo Stefano, dove la Francigena si divideva verso Aulla o Ceparana, proseguendo poi verso Santiago.
CROCEVIA DI CAMMINI
Due erano le principali vie che attraversavano il territorio comunale: una interna al borgo, che proseguiva verso Sarzana lungo l’antica via Aemilia Scauri, e una più impervia, detta “Variante dei Monti”, che toccava i crinali del Monte Porro e del Monte Grosso, passando per Ponzano Superiore e tre castelli fortificati.
Santo Stefano di Magra si conferma così crocevia di cammini, storia e accoglienza, con un patrimonio che ancora oggi parla al viandante moderno.

