Borghi

Santo Stefano di Magra

Questo crocevia naturale ha favorito nei secoli scambi, passaggi e incontri, rendendo il borgo una tappa fondamentale lungo la Via Francigena, citata già nel 990 dall’arcivescovo Sigeric.

Centro di mercato sin dal X secolo, Santo Stefano ha accolto pellegrini e viandanti, offrendo ospitalità e servizi lungo le rotte verso Roma, Santiago e Gerusalemme.

La sua storia è segnata da dominazioni illustri dai vescovi di Luni ai Malaspina, dai Fregoso alla Repubblica di Genova e da una forte vocazione commerciale e territoriale, che si è rafforzata con l’arrivo della ferrovia e lo sviluppo industriale nel Novecento.

Oggi il comune fa parte del Parco naturale regionale Montemarcello-Magra-Vara e conserva il suo ruolo di snodo tra cammini, natura e memoria.

Pieve di Santo Stefano protomartire e oratorio San Leonardo

Nel 1749 fu deciso di costruire una nuova chiesa parrocchiale a Santo Stefano, su progetto dell’architetto genovese Ferdinando D’Andrea. L’edificio, che sostituì una pieve medievale del 1324, fu completato nel 1764, anche se i lavori proseguirono fino all’Ottocento.

La chiesa, considerata uno dei più bei monumenti barocchi della Liguria e della Lunigiana, presenta una pianta a croce greca con un’abside allungata, sei cappelle laterali e una maestosa cupola centrale. L’interno custodisce preziosi stucchi, affreschi di Carlo Morgari, tele non ancora attribuite e raffinati marmi d’altare, tra cui spiccano le sculture della Natività e della Santa Croce risalenti ai secoli XV e XVI.

Porta Nord

L’antica Porta Nord si apre ancora a sinistra di Piazza della Pace e rappresenta un punto di grande rilevanza storica per il paese. Sotto il suo arco si passava per accedere al borgo paese e raggiungere la rocca, difesa da mura e case torri.

Punto nevralgico nella cinta muraria del paese, la porta era sede della prima gabella e venne evidenziata nel catasto napoleonico come “Porta e Strada alla Lombardia”
Del vecchio ingresso è ancora visibile in parte la grande base fatta a scarpata con blocchi di calcare e la nicchia dove stazionava la sentinella a guardia dell’entrata.

Ponzano Superiore

La prima attestazione documentaria risale al 986, quando il Vescovo di Luni ne possedeva alcuni beni. Nei secoli successivi, Ponzano fu sotto il controllo di importanti figure storiche, tra cui Castruccio Castracani e il Banco di San Giorgio.

Il borgo conserva un impianto urbanistico medievale, fatto di scalinate, rampe e vicoli su cui si affacciavano botteghe e osterie, già documentate nel XVII secolo. La comunità, prevalentemente agricola, si distingueva per l’attenzione alla tutela del territorio, come dimostrano gli Statuti genovesi che regolavano la vita quotidiana. Ponzano rimase parte della Repubblica di Genova fino alla fine del Settecento, per poi passare alla Repubblica Ligure e diventare nel 1804 frazione del Comune di Santo Stefano.

Palazzo Remedi

Il Palazzo Remedi, situato nel punto più alto e visibile del borgo, prende il nome da un’antica famiglia probabilmente originaria di Monte Marcello. La data certa di costruzione non si conosce. Il primo intervento voluto dal Marchese Andrea Remedi, risale presumibilmente al XVII secolo.

L’edificio presenta due affacci: uno verso Sarzana e l’altro sulla Piazzetta dell’Immacolata, considerato l’ingresso principale per la vista sulla vallata. Progettato come struttura autonoma, include una cisterna per l’acqua. Abitato fino all’Ottocento dai discendenti della famiglia, il palazzo conserva tracce storiche come la cappella interna e testimonia il ruolo pubblico ricoperto da molti suoi esponenti nel corso dei secoli.

Pieve di San Michele Arcangelo

La Pieve di San Michele Arcangelo si trova al centro di Ponzano, in posizione dominante sulla valle. Documentata dal XIII secolo, fu consacrata nel 1528 dal Vescovo di Nebbie, insieme alle chiese di Falcinello e Vezzano.

Nel 1584 risultava in ottimo stato, tutta voltata, imbiancata, pavimentata e dotata di cinque altari. Rinnovata nel Settecento, fu ristrutturata nel 1723 grazie al contributo dei marchesi Remedi. Elevata ad Arcipretura nel 1767, subì requisizioni francesi nel 1798. All’interno si conservano un organo di Filippo Tronci del 1825 e dipinti su tela non attribuiti. La chiesa testimonia secoli di storia religiosa e comunitaria.

Bassorilievi devozionali

A Ponzano Superiore si conservano immagini sacre, cappellette e altari del XVI secolo d.C., posti lungo le antiche vie di pellegrinaggio verso Roma. Sulla scalinata che conduce alla chiesa si trova un’edicola con lo stemma di San Giorgio a cavallo con il drago, datato 1541, simbolo dell’appartenenza alla Repubblica di Genova.

Nella piazza della chiesa è visibile un altro stemma dell’arma del re di Francia (1495), unico segno della signoria di Carlo VIII. Dalla piazza Immacolata, che prende il nome da una colonna con statuetta settecentesca ed epigrafe del 1734, si gode una suggestiva vista sulla vallata del Magra.

Ponzano Madonnetta

Lo sviluppo del nucleo abitativo tiene conto della distribuzione sul territorio di antiche percorrenze che da Ponzano conducevano al piano, quali la strada di Castiglioni, dell’Erta, di Capannole o della Capanella, e quella che conduceva alla gabella ed hospitale di Scoglio Varano (“Scognoverano” sulle antiche mappe).

Un piano cartografico, dei primi dell’Ottocento, individua lungo le sopra citate percorrenze e nelle immediate vicinanze, una decina di costruzioni ed altrettante casette sui tracciati viari delle strade da Bolano e da Santo Stefano.

Chiesa di San Bartolomeo

Nel luglio 1647, Giovanni Battistini ebbe una visione della Vergine Maria nel luogo detto dei Castiglioni, ai piedi del monte di Ponzano. L’apparizione rese il luogo meta di pellegrinaggio e portò alla costruzione di un santuario, ultimato nel 1648, con altare in marmo e un dipinto raffigurante la Vergine e il Bambino.

Il tempietto, divenuto chiesa parrocchiale nel 1847, acquisì crescente importanza religiosa e culturale. Nella Parrocchia di San Bartolomeo di Ponzano Inferiore si conservano opere d’arte, tra cui una Madonna col Bambino e San Giovannino attribuita a Domenico di Giacomo detto il Beccafumi, databile intorno al 1540, testimonianza del patrimonio artistico locale.

Villa Pratola

Villa Pratola è uno degli edifici storici più raffinati della Lunigiana, sintesi armoniosa tra architettura ligure e toscana. Risalente al XVIII secolo, si trova in una zona turistica ricca di bellezze naturali, storiche e culturali, con ottima ricettività.

Il complesso comprende un corpo centrale barocco, caratterizzato da due scalinate laterali in marmo di Carrara, e due fabbricati simmetrici un tempo agricoli. La Villa è sormontata da uno stemma marchionale e decorata con coppe e vasi medicei. È circondata sul lato nord da un giardino all’italiana e sul lato sud da ampi prati, offrendo un contesto elegante e suggestivo.

Ponzano Belaso

Si tratta di un centro abitato che si è sviluppato tra la fine dell’800 ed i primi del `900 attorno ad un nucleo iniziale detto “La Corte”. Vi si individuano gruppi di case sviluppatesi conseguentemente alla crescita della Vaccari, in particolare la Chiesa, le case operaie, la scuola, lo spaccio aziendale.

Oggi lungo la via Cisa sud, verso la collina ed il piano, lo sviluppo edilizio si presenta in tutta la sua espressione fondendo il nuovo con il vecchio.

Chiesa di San Carlo Borromeo

La chiesa, progettata dall’architetto Luigi Ferrari di Genova, fu costruita nel 1941 e inaugurata il 24 maggio 1950. Presenta una navata ampia che termina in un’abside semicircolare, decorata con mosaici in ceramica. Di particolare rilievo è il pannello davanti all’altare, che raffigura la “Tempesta sul Lago di Genezaret”.